decimate mediocrity

concept

“The general tendency of things throughout the world is to render mediocrity the ascendant power among mankind” in the words of the British philosopher and economist John Stuart Mill, writing as early as 1800.

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Two hundred years later this tendency is or soon will be complete, unchallenged and insolent, creating an arrogant and dangerous cycle of complacency and adulation. People no longer dare to talk about commitment and responsibility, they are no longer cool; better a light-hearted pop disengagement, which seems more embarrassing than ironic. We are losing sight of the end through the means, to the extent that mediocrity no longer recognizes anything above itself and tends to eliminate the benefit of the doubt in favour of a dogmatic anaesthesia induced by inflexible and definitive opinions. If we wait for life to be reduced to a single dominant model before we become indignant and rebel, any deviation will be considered an immorality to be stamped out. People quickly lose the capacity to conceive of diversity if they become unused to seeing it. This is something that is already happening on a global scale, but I believe that there are still people who want to rip away the black night of mediocrity darkening our horizons. Through drawings, paintings and performance I would like to indagate especially the phenomenon of “application-boys” who are focused on the exposure more then developing a personal and creative research with a consistent body of work.

“La tendenza generale del mondo è quella di fare della mediocrità la potenza dominante” questo è quanto già nel 1800 affermava il filosofo ed economista inglese John Stuart Mill. Duecento anni dopo tale tendenza è o va pienamente realizzandosi indisturbata e strafottente, creando un arrogante e pericoloso circuito di compiacimento e adulazione. L’impegno e la responsabilità sono cose di cui nessuno osa più parlare, non è cool, meglio un leggero disimpegno. Si perde il fine attraverso i mezzi, fino a che la mediocrità non conosca nulla di più alto di se stessa, tendendo ad annullare il beneficio del dubbio a favore di una dogmatica anestesia, indotta da opinioni rigide e definitive. Se per indignarci e opporci, aspettiamo che la vita si riduca ad un modello unico e dominante, a quel punto ogni deviazione verrà considerata immorale e da combattere. Gli uomini perdono rapidamente la capacità di concepire la diversità se si disabituano a vederla. Questo è quanto sta ormai avvenendo su scala globale, ma confido che ci sia ancora chi ha voglia di squarciare il nero buio di mediocrità che oscura il nostro orizzonte. Il progetto, tutt’ora in evoluzione, prevede l’uso di vari medium, quali la pittura, il disegno, l’animazione e la performance, per analizzare tra gli altri il fenomeno degli “application-boys” assai diffuso tra i giovani visual artists, focalizzati e concentrati più su un’urgenza partecipativa che non creativa.

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