Angelo Bellobono is a visual artist and ski coach.

"I paint to go back home. Painting is my map made by sweat, wind, cold, sun, climbs and descents, it is the construction of the path.”

Through his work Bellobono investigates issues of belonging and identity, geopolitical changes, anthropology and geology, and how it affects the landscape. His works, through what is left unseen,
explore the constant humans efforts made to seek out an identity and a place in which to belong. Having spent two decades as a ski instructor, Bellobono has lived in various mountain ranges around the world. The elements of ice and mountains, especially the Mediterranean mountain ranges, are frequent elements in his work; ice representing the planet’s archival memory, and mountains depicted as hinges and not barriers, connecting different cultures rather than dividing them. He considers the Mediterranean sea as a mountain lake.
In addition to his pictorial research, Bellobono has made several interdisciplinary activities and projects in which art, sport and biosustainability become instruments of social connectivity and microeconomic development, as in the case of Atla(s)now project with the Amazigh communities of the Moroccan High Atlas, or Before me and after my time involving the Ramapough Lenape, the Native American of New York, and Io sono Futuro in the Appennine areas affected by the earthquake.
In the summer of 2018, as part of the project Linea Appennino 1201, he crossed all the italian Apennine highest peaks from Calabria in the south of Italy, to Liguria, in the north, to collect the soil of each peak then used for his paintings.
He participated in the XV Quadriennale of Rome and in the IV and V Biennial of Marrakech and at the museum exhibition De Prospectiva Pingendi in Todi and Selvatico in Cotignola. He has exhibited in public and private spaces such as the American University's Katzen Art Center in Washington, Multicultural Art Space in Melbourne, the Mars Space in Milan, the Volume Foundation in Rome, the Museum of Modern Art in Cairo and New Delhi, the Macro Museum in Rome, the Museum Ciac di Genazzano, Palazzo Re Enzo in Bologna, AlbumArte in Rome, the Othersize Gallery in Milan, the Wunderkammern Gallery in Rome, the Changing Role Gallery in Naples and Envoy Gallery in New York, Frank Pages in Geneva, Biasa ArtSpace in Bali.
He won the Celeste Prize for Painting in 2005 and the Drawing Artslant in 2009. He was a finalist in the Lissone Prize, the Combat Prize, and the Portali dello Scompiglio Prize. In 2010 he was invited to “Martedì critici” and in 2015 to Tedx-Rome. Over the years he has been invited to various residences such as Bocs Cosenza, Landina Cars Omegna, Lac o Le Mon San Cesario Foundation in Lecce.
His work is included in numerous public and private collections.

 

Angelo Bellobono è un artista e un allenatore di sci.

“Dipingo per tornare a casa. La pittura è la mia mappa fatta di sudore, vento, freddo, sole, salite e discese, è la costruzione del sentiero.”

Angelo Bellobono usa la pittura per trasmutare il reale, il paesaggio e il volto in un rigoroso distillato di atmosfere e racconti sospesi, che indagano il rapporto tra antropologia, geologia, identità, confine e territorio.
Sperimenta costantemente un senso di appartenenza corporale ai luoghi, esperienza necessaria a leggere sedimentazioni e memorie del paesaggio, i suoi incontri con l’uomo, e per evitare amnesie risvegliando sensi sopiti.
Il ghiaccio e le montagne sono elementi importanti del suo lavoro, ghiaccio che rappresenta l’archivio di memoria del pianeta, e le montagne considerate cerniere e non barriere, in grado di costruire ponti e continuità di confini.
Entrando in stretto contatto con le comunità, le loro storie e il loro rapporto con i luoghi, Bellobono ha avviato attività interdisciplinari e progetti in cui l’arte, lo sport e la biosostenibilità diventano strumenti di connettività sociale e sviluppo microeconomico, come nel caso di Atla(s)now iniziato nel 2011 con le comunità Amazigh dell'Alto Atlante marocchino (www.atlasnowproject.com), o Before me and after my time che coinvolge i nativi americani di New York Ramapough Lenape, e Io sono futuro nelle aree appenniniche colpite dal sisma.
Ha partecipato alla XV Quadriennale di Roma, alla IV e V Biennale di Marrakech, alla mostra museale De Prospectiva Pingendi a Todi. Ha esposto in spazi pubblici e privati come l’American University’s Katzen Art Center di Washington, AlbumArte, Spazio Mars di Milano, Fondazione Volume di Roma, Museo di arte moderna del Cairo e quello di Nuova Delhi, Museo Macro di Roma, Multicultural art center Melbourne, Museo Ciac di Genazzano, Palazzo Re Enzo di Bologna, The Othersize Gallery di Milano, Galleria Wunderkammern di Roma, Galleria Changing Role di Napoli, Envoy Gallery di New York, Frank Pages di Ginevra, Biasa ArtSpace di Bali.
Ha vinto il premio Celeste per la pittura nel 2005 e il Drawing Artslant nel 2009. E’ stato finalista del Premio Lissone, del premio Combat, del Premio Portali dello Scompiglio. Nel 2010 è stato invitato ai Martedì Critici e nel 2015 al Tedx-Roma. Negli anni è stato invitato in varie residenze come Bocs Cosenza, Landina Cars Omegna, Fondazione Lac o le Mon San Cesario di Lecce.
Il suo lavoro si trova in numerose collezioni pubbliche e private.